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Cos’è Ojalá?

Ojalá è nata a marzo 2021 come la prima newsletter italiana a parlare di scrittura e rappresentazione inclusive, begli esempi di accessibilità sul web e storie variopinte.

Nel tempo è diventata un progetto policulturale: abbonda di salsa brava catalana e accoglie incursioni dal resto del mondo, con un occhio di riguardo (e molto amore) per l’America Latina.

Ma cosa significa?

Ojalá è una parola che in spagnolo esprime speranza. Deriva dall’arabo wa-šā’ allāh (“se Dio vuole”).

Il dizionario ti dirà che ojalá in italiano si traduce come magari!
Il sito della Real Academia Española la definisce come un termine che denota un forte desiderio che qualcosa accada.

È una di quelle espressioni dai significati molteplici, che cambia senso anche in base all’umore con cui la si pronuncia.

La parola ojalá contiene speranza, voglia di fare, desideri da realizzare, amori da coltivare o lasciare nel passato (e questo me lo ha insegnato bene Silvio Rodríguez).

Perché iscriverti?

  • Credi che il linguaggio sia un atto politico.

  • Vuoi approfondire le buone pratiche di comunicazione inclusiva e accessibile sul web.

  • Vuoi leggere pezzi di approfondimento sulle parole e sulla comunicazione con una visione policulturale.

  • Affronti la vita con uno sguardo intersezionale.

  • Hai una passione per il mondo iberico e latinoamericano.

  • Ti incuriosiscono le soluzioni pop che rendono più ampia e accogliente la nostra lingua.

  • Sei una di quelle persone che ama tuffarsi nella complessità invece che rifuggirla.

  • Sei parte del collettivo LGBTQIA+ o senti grande vicinanza al tema.

  • Ti piacciono le patatas bravas. 🍟

Quando arriva?

Ogni lunedì.
Ma a volte la vita si mette in mezzo, può capitare che un appuntamento salti.

Chi scrive Ojalá?

Alice Orrù sorride di fronte alla camera: indossa degli occhiali grandi con montatura rossa e nera, degli orecchini multicolore di artigianato messicano e un maglione color ocra. Dietro di lei, una parete color terracotta decorata con motivi floreali gialli e verdi.

Eccomi!

Mi chiamo Alice Orrù, ho quarant’anni e qualcosa.

Nasco e cresco su un’isola, ma ero troppo curiosa di vedere cosa c’era al di là del mare, così sono emigrata in continente nel 2004. Da allora ho vissuto in molte città italiane, in Francia e, dal 2012, in Spagna, in provincia di Barcellona.

Per lavoro mi occupo di scrittura, traduzione e consulenza in ambito DEI. Sono specializzata in linguaggi inclusivi, accessibilità digitale e internazionalizzazione.

Sono una fan dell’open source e contribuisco alla comunità WordPress dal 2015.
Ho tradotto in italiano sia elementi più tecnici, come il core di WordPress, sia prodotti più alla mano come temi e plugin.

Nel 2022, insieme a Valentina Di Michele e Andrea Fiacchi, ho scritto Scrivi e lascia vivere. Manuale pratico di scrittura inclusiva e accessibile, edito da Flacowski.

Scrivo tanto, cerco libri da tradurre in italiano, sono una millennial con tante cose da dire. Molte di queste le condivido su Ojalá.


Vuoi lavorare con me, chiedere una consulenza o propormi di parlare al tuo evento?

Scrivimi!

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Linguaggi e storie in salsa brava. Parole che accolgono, pungono e trasformano.

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