in tournée

Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko sono la coppia d'oro della danza, come dimostra il loro La gioia di danzare

Dal 25 luglio i due ballerini, uniti sulla scena e nella vita, portano in scena uno spettacolo in cui sublimano amore, passioni e impegno sociale
Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko insieme nella vita e nella danza qui ritratti con dei look Armani
Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko insieme nella vita e nella danza, qui ritratti con dei look ArmaniFoto di Antonio Righetti

Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko, coppia nell'empireo della danza ma anche nella vita: ora debuttano nel loro primo spettacolo e lo raccontano in quest'intervista doppia

Quando la notorietà nel proprio ambiente diventa popolarità diffusa è ora per un ballerino di pensare a un proprio spettacolo, ma restano in pochi a poterselo permettere. Il momento è arrivato questa stagione per Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko, lei étoile, lui primo ballerino del Teatro alla Scala, ormai nell’immaginario comune quale coppia ideale di scena e di vita, e non solo per gli amanti del balletto. Insieme i due hanno ideato e interpretano La gioia di danzare, prodotto e organizzato da Artedanza, che dopo tre tappe test è ora rodato per una piccola tournée estiva: il 25 luglio al Teatro Romano di Aosta, il 30 luglio alla Reggia di Caserta, il 1° agosto al Festival di Melpignano. Ma già si prepara la prossima stagione, per un impegno che diventerà fisso.

Ma come distinguerlo dai parecchi gala di balletto che, nell’estate italiana dei palcoscenici all’aperto esaudiscono la voglia di divismo e virtuosismo del nostro pubblico? Incontrati alla vigilia della partenza per il tour, i due artisti ci hanno parlato delle scelte alla base del loro spettacolo, raccontandoci inevitabilmente anche le loro vite, artistiche e private. Complici in scena così come nella quotidianità, mentre si raccontano rivelano il loro legame, nei gesti delicati e negli sguardi profondi.

Il manifesto dello spettacolo La gioia di danzare
Il manifesto dello spettacolo La gioia di danzare

«La scelta del cast e del programma è stata pensata accuratamente e a lungo, proprio perché volevamo che il nostro spettacolo fosse diverso dai tanti gala in programmazione» conferma Nicoletta. «Il nostro punto di forza penso sia la forte complicità che ci lega. Per i gala di balletto ci si incontra alla vigilia dello spettacolo, spesso per la prima volta (a volte anche con il proprio partner!): un confronto entusiasmante e stimolante ma noi volevamo altro». «Sì, preferivamo un gruppo unito di artisti, colleghi e amici del nostro teatro, ballerini mossi dalla pura passione per la nostra arte, impegnati in brani che valorizzino ognuno di noi al meglio» interviene Timofej. Con qualche sostituzione dovuta agli impegni, il gruppo conta su primi ballerini, solisti, emergenti del Corpo di ballo del Teatro alla Scala: Alice Mariani, Claudio Coviello, Agnese Di Clemente, Mattia Semperboni, Vittoria Valerio, Gabriele Corrado, Edoardo Caporaletti, Emanuele Cazzato, Martina Valentini, Darius Gramada.

Una sfida di identità

Il riscontro nel corso della stagione appena conclusa, a Lecce, città d’origine di Nicoletta, a Salerno e a Grosseto è stato molto positivo, confermano soddisfatti entrambi, così che per l’estate si replica, mantenendo cast e programma: un altro segno di identità, per questo primo anno almeno. Se, come dimostra l’esperienza della coppia in tanti gala intorno al mondo, l’amicizia e la stima sono importanti per la coesione del gruppo e la riuscita dello spettacolo, la scelta dei brani non lo è da meno. Qualche anticipazione ci viene soprattutto da Timofej, e riguarda i pezzi danzati dalla coppia. «Ogni brano contiene un riferimento alla nostra carriera e alla nostra vita, affinché questo spettacolo ci rappresenti» ribadisce la coppia.

Che però non ha voluto nel titolo i propri nomi, ovvero, per esempio “Nicoletta, Timofej e Amici”. «Una scelta criticata perché sarebbe stato più facile proporsi», spiega lei, «ma abbiamo privilegiato la gioia di condividere il nostro Gala con i ballerini ai quali siamo legati e con il pubblico che vorrà seguirci. Noi ci crediamo».  L’apertura spetta a loro, con un pas de deux impervio: Grand Pas classique, signature dei due, che vi sfoggiano tecnica forte e stile audace, splendenti nei costumi color cobalto.  Il passo a due da Carmen, dal balletto di Roland Petit, sensuale fino all’erotismo, è stato scelto perché rappresenta la passione della coppia, anche in scena.

Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko in un momento del loro spettacolo sulle note di Beddrha ci dormi
Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko in un momento del loro spettacolo sulle note di Beddrha ci dormiFoto di Vito Lorusso
Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko interpretano un passo a due da Carmen
Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko interpretano un passo a due da CarmenFoto di Vito Lorusso

È Nicoletta invece ad annunciare con orgoglio un nuovo duo coreografato per loro da Patrick De Bana: Beddrha ci dormi, un titolo con atmosfere del folklore locale per ricordare le origini leccesi di lei. La musica è una canzone popolare, nella versione cantata da Diodato per una Notte della taranta, che il coreografo «ha saputo cogliere nella sua essenza, restituendo un brano toccante e coinvolgente, anche per chi non capisca il dialetto salentino. Lo abbiamo già danzato, non solo in Puglia, e alla fine tutti erano in piedi ad applaudire, qualcuno accennando passi di pizzica. Una festa finale, per noi e per il pubblico», ricordano entrambi. La coppia è molto legata alla Puglia: anche Timofej, nato a Riga, in Lettonia, da famiglia russa, si è innamorato di quella terra, dove i due scappano riunendosi alla famiglia di lei appena gli impegni teatrali lo consentono.

«Per me ho scelto anche un assolo celebre: La luna, creato da Maurice Béjart per Luciana Savignano: proprio da lei ho avuto la fortuna di impararlo e oggi lo danzo in esclusiva» anticipa Nicoletta, ricordando poi che ognuna delle tre coppie del Gala sarà impegnata in un pas de deux classico e in un duo moderno o contemporaneo. Come sorpresa finale apprendiamo di un fuori programma che con poche insistenze riusciamo a farci svelare: «Chi ci segue lo riconosce», anticipa Nicoletta, alludendo a quel tango dolce e appassionato che i due neosposi danzarono alla cena del loro matrimonio. Nonostante la riservatezza di una giornata nascosta a giornalisti e telecamere, i video di quell’esibizione uscirono dalla masseria dove si festeggiava e ancora oggi circolano sui socials con migliaia di visualizzazioni. «Non il solito finale da Gala con musica esaltante e il saluto di tutti i ballerini tra prodezze e virtuosismi, ma anche qui abbiamo voluto un nostro tocco» precisa Nicoletta.

L'assolo di Nicoletta Manni ne La luna dallo spettacolo La gioia di danzare
L'assolo di Nicoletta Manni ne La luna, dallo spettacolo La gioia di danzareFoto di Vito Lorusso

Il momento giusto

Inevitabile chiedere quale sia stata l’influenza di Roberto Bolle, mentore artistico e caro amico dei due, che da tanti anni li vuole con sé tra gli ospiti del suo Gala con Friends. «Roberto ci ha dato la spinta decisiva, incoraggiandoci ad allestire uno spettacolo che ci rappresentasse, sostenendo e consigliando le nostre scelte», convengono entrambi. «Dai suoi spettacoli negli anni abbiamo imparato tanto. Non solo artisticamente: soprattutto ci ha insegnato a creare quell’unione tra i ballerini del gruppo che il pubblico ritroverà in palcoscenico».

E come Nicoletta e Timofej riconoscono di essere stati fortunati a crescere artisticamente anche grazie alla partecipazione ai Gala di Bolle, così hanno voluto dare l’opportunità di mettersi in luce nel proprio spettacolo a una giovane ballerina, assai promettente, del Corpo di ballo del Teatro alla Scala: Martina Valentini.  «Certo, nei gala di Roberto, oltre la sua presenza da star, molto conta la bellezza dei luoghi del tour estivo: l’Arena di Verona, le Terme di Caracalla, il Teatro antico di Taormina. Il nostro sarà più piccolo e spontaneo, ma col tempo…», auspica Nicoletta.

Un altro momento dello spettacolo La Gioia di danzare il Grand Pas Classique
Un altro momento dello spettacolo La Gioia di danzare, il Grand Pas ClassiqueFoto di Vito Lorusso

Ma quando hanno capito, Nicoletta e Timofej, che fosse giunto il momento per il loro spettacolo? «Siamo sempre stati titubanti fino a che con piacere ci siamo accorti che tanti spettatori ce lo chiedevano. L’organizzazione è molto complessa e noi ne siamo responsabili, di tutti gli aspetti, anche del successo di ognuno degli interpreti». La crew è di famiglia: oltre al fratello Alessandro, light designer professionista, è coinvolto il padre di Nicoletta, mentre la madre, che in Puglia dirige una scuola di danza dove la figlia ha iniziato a studiare, li raggiunge in tournée appena può.

Anche in occasione del tour starà ai nostri ballerini gestire la propria immagine. Una questione delicata per gli artisti del balletto, legati a una tradizione che li vuole irraggiungibili e austeri, oggi inevitabilmente entrati, seppur a modo loro, nella dimensione virale dei social network. «È vero: anche noi frequentiamo i social ma non ne conosciamo i segreti, la notorietà raggiunta è dovuta solo a quanto abbiamo fatto. Ma ci fa piacere avere tanti follower (lei 169mila, lui 57mila) anche senza alcuna strategia di promozione» confessa Nicoletta. «I social completano il nostro lavoro: abbiamo appurato essere un mezzo potentissimo, anche per avvicinare le persone alla danza. Se alla Scala il balletto è sempre sold out, forse parte del merito è anche dei social», spiega Timofej.

Questione di stile

«Quanto alle sponsorizzazioni o al legarsi a un brand, cerchiamo di essere attenti e ci pensiamo due volte. Scegliamo quello che sentiamo di fare, cercando un equilibrio tra la professione di artisti e la promozione pubblicitaria. Come dipendenti della Scala, che rappresentiamo, abbiamo dei vincoli, che rispettiamo perché il teatro ci ha dato tutto», spiegano i due ballerini. Il discorso vale anche per la moda. «Nelle occasioni di coppia importanti, artistiche e della nostra vita ci veste Armani: è stato così al nostro matrimonio e lo è ogni 7 dicembre alla Scala. Per me c’è anche Max Mara e per entrambi Tod’s», ricorda Nicoletta. «Sono brand con cui la collaborazione è nata per pura stima reciproca. Ci rispecchiano e per noi è fondamentale. Sì, richieste di collaborazioni ne arrivano molte, ma ci piace restare fedeli ai marchi che sono stati al nostro fianco nei momenti belli» convengono entrambi.

Nicoletta, ideale bellezza contemporanea, confessa di essere interessata alla moda, ma predilige capi dalle linee essenziali, mai appariscenti. Anche il suo abito da sposa, Armani Privé, aveva interpretato la sua personalità: lineare eppure luminoso, senza tulle, pizzi, ricami. Sempre della stessa griffe sono gli abiti da gran sera che lei, Timofej e gli altri primi ballerini indossano la sera del 7 dicembre alla prima della Scala: conoscendoli ormai bene, l’ufficio stile invia loro una preselezione di capi, che piacciono sempre al primo sguardo, solo leggermente adattati essendo da sfilata, anche nel rispetto del dress code del Teatro milanese: ovvero sobrio, senza scollature, trasparenze, spacchi. «Modelli che sono opere d’arte, siamo fortunatissimi a poterli indossare», conviene Timofej, che con la sua bellezza slava da principe del balletto appare affascinante negli smoking Armani.

La coppia sfoggia un look sobrio ed elegante firmato Armani
La coppia sfoggia un look sobrio ed elegante firmato ArmaniFoto di Antonio Righetti
Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko alla Scala in total look Armani
Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko alla Scala in total look ArmaniFoto di Antonio Righetti

Nella vita di tutti i giorni così come per altre occasioni mondane o di rappresentanza, Nicoletta veste le tante linee del gruppo Max Mara, brand al quale pure è fedele, perfetto per mettere in risalto, con discrezione, la sua naturale eleganza. Mentre in sala ballo, durante la lezione e le prove, lei come ormai tutte le danzatrici, ha solo l’imbarazzo della scelta tra linee di dancewear talmente fashionable da poter essere indossate anche fuori dal teatro. Nicoletta predilige il marchio Maldire, inconfondibile per le stampe con elementi della natura, anche per ragioni affettive visto che il designer è un amico ex ballerino, in compagnia con lei nei suoi esordi allo Staatsballett di Berlino. Capi anche questi scelti non solo per ragioni di gusto, ma anche funzionali ad entrare nel balletto e nel ruolo che l’étoile sta in quel momento provando. 

L’esposizione pubblica sempre maggiore di Nicoletta e Timofej è occasione di riflessione anche sul ruolo di responsabilità che artisti come loro sentono di avere nei confronti di un pubblico sempre più ampio. La gioia di danzare, il libro di Nicoletta Manni edito da Garzanti (che non a caso dà il titolo al tour) è stato un’occasione per rendersene conto. «Un’esperienza sorprendente, nonostante la mia riluttanza quando me lo proposero: pensavo non fosse il momento, non mi sentivo ancora pronta. Ma poiché non volevo semplicemente un’autobiografia, abbiamo pensato di parlare attraverso gli occhi delle protagoniste dei balletti che ho interpretato. Il libro, con mia grande sorpresa, è andato molto bene, tanto da aver avuto già parecchie ristampe, letto non solo da giovani allieve aspiranti ballerine ma anche da genitori interessati a sapere come si cresce nel mondo del balletto, così come da lettori di altri ambiti: mi ha commossa la foto scattata da un amico in metropolitana che ritraeva una signora anziana leggere il mio libro!»

L'impegno e il ruolo di artisti

«Ci rendiamo sempre più conto che per chi ci segue conta non solo il nostro ruolo di artisti, ma anche la nostra vita fuori dalla scena, gli impegni che assumiamo» riflettono entrambi. Picchi di popolarità, diventati virali sui social, per i due si sono registrati con la commovente consegna dell’anello di fidanzamento di lui a lei all’Arena di Verona al termine del Gala Roberto Bolle and Friends; con il loro matrimonio in Salento riservato ma inevitabilmente spiato; con la nomina a étoile di Nicoletta a sorpresa in palcoscenico dopo una recita del balletto Onegin. Così come dopo le apparizioni in televisione o i grandi eventi di balletto, quando tantissimi sono i messaggi di chi li ha visti e li segue. «Io cerco di rispondere a tutti coloro che mi scrivono, anche se è difficile: mi piace farlo personalmente, ma Tima mi sgrida perché impiego troppo tempo…» rivela Nicoletta. «Beh, nei quattro giorni successivi al nostro matrimonio è stata sempre piegata sul telefono!» incalza Timofej mimando la scena.

Un impegno a cui tengono particolarmente è il loro ruolo di testimonial per FIRA Onlus, la Fondazione italiana per la ricerca in reumatologia. Manni e Andrijashenko prestano la loro immagine per la campagna di sensibilizzazione e sono i protagonisti di uno spot da loro stessi coreografato, diffuso su TV e social network. «Siamo molto onorati di avere l’opportunità di far conoscere queste patologie, più diffuse di quanto si pensi» ci spiegano. Noi ci esprimiamo attraverso il corpo e non riusciamo a immaginare una vita senza il movimento, l’impossibilità di compiere un gesto semplice come afferrare un bicchiere. Se solo pensiamo a quanto da ballerini soffriamo quando per dolori o infortuni siamo costretti a fermarci!».

L’impegno raccoglie il testimone di Carla Facci, per 12 anni volto di FIRA, la leggendaria ballerina che aveva seguito lo sbocciare della loro carriera e con la quale i due avevano avuto un incontro indimenticabile: la masterclass da lei tenuta alla Scala poco prima di morire. «Continuare il suo impegno è un modo per mantenere il legame con lei. La ricordiamo sempre: Giselle, un balletto che danziamo in coppia, non è stato più lo stesso dopo i suoi insegnamenti», rivelano commossi. Il saluto è con l’invito agli appuntamenti imminenti del loro spettacolo e per gli auguri di un meritato riposo estivo. Due settimane in agosto la coppia è riuscita a riservarsele: sulla discrezione vince l’entusiasmo di svelare il ritorno in Puglia, a casa, dove già li attende la gatta Musa con l’intera famiglia. Una dimensione di felicità pura, vagheggiata tra le luci della ribalta.

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