La giacca a girocollo, quella amata da Jackie Kennedy e Lady Diana, torna simbolo di un'eleganza sempre valida
Non si può parlare di tendenza, soprattutto in questo caso: la giacca a girocollo è un preciso modello. Ma si può per certo parlare di un grande ritorno, già approvato, decenni fa, da Jackie Kennedy e Lady Diana. A loro piaceva indossarla per eventi formali, pur priva di rever. E sembra che faremo lo stesso durante la prossima bella stagione, se non direttamente da questa, complici i look visti sulle passerelle primavera estate 2027, tra Milano e Parigi.
Facciamo un passo indietro però, a quando la giacca a girocollo era l'epitome del bon ton
Per comprendere la fortuna della giacca a girocollo, bisogna tornare al 1954, anno in cui Coco Chanel riaprì la sua maison dopo oltre un decennio di assenza dalle passerelle. La moda del Dopoguerra era ancora fortemente legata a silhouette costruite, vite segnate e abiti che privilegiavano la forma rispetto alla comodità. Chanel scelse di proporre un’alternativa, recuperando e sviluppando un linguaggio che metteva al centro il movimento e la naturalezza.
Il risultato fu il tailleur in tweed, destinato a diventare uno dei capi più celebri del Novecento. La giacca, priva del tradizionale colletto e caratterizzata da una struttura più morbida, era pensata per accompagnare il corpo anziché costringerlo. Le tasche, i bordi rifiniti, i bottoni decorativi e la possibilità di abbinarla a una gonna coordinata, contribuirono a definirne l’identità.
La forza della giacca a girocollo risiede proprio nel suo equilibrio
L'assenza del colletto alleggerisce la silhouette e rende il capo immediatamente riconoscibile, mentre la struttura sartoriale gli permette di mantenere una presenza elegante. È una forma apparentemente semplice, ma tutt'altro che neutra.
Non a caso, conquistò alcune delle personalità più influenti del jet-set internazionale, tra cui Jackie Kennedy Onassis e Lady Diana. Donne libere, a modo loro, che hanno fatto della moda lil loro scudo: ottimo modo per affermarsi in contesti “escludenti” che non consentivano margine d'azione. E loro, tuttavia, ce l'hanno fatta, a ritagliarsi un posto. Anche grazie alle scelte di stile.
Insieme a loro, Karl Lagerfeld ha avuto un ruolo fondamentale nel mantenere viva l'identità della giacca a girocollo
L'ha trasformata in uno dei codici più riconoscibili di Chanel, a cui si deve il successo di questo indumento così peculiare. Durante la sua lunga direzione creativa, iniziata nel 1983, lo stilista ha sperimentato proporzioni, colori, materiali e decorazioni, dimostrando quanto un capo legato alla tradizione potesse dialogare con il presente.
La giacca a girocollo ha infatti superato i confini del tailleur classico, diventando un riferimento ricorrente per tanti che ne hanno ripreso la linea essenziale, talvolta rispettandone i codici, talvolta reinterpretandoli liberamente.
Da Valentino a Vivetta, passando naturalmente per Chanel, non è mancata nelle collezioni primavera estate 2027
In svariate colorazioni, e adornata da bottoni di qualsiasi materiale, la giacca a girocollo resta eternamente chic. Ricorda lo stile di donne che sono state “icone” e rappresenta un'alternativa ai capispalla classichi, legati per ovvie ragioni a quelli maschili, più geometrici.
Ciò non toglie che anche un uomo possa affidarsi alle versioni prive del tradizionale rever, dentellato o a lancia. Lo stesso Alessandro Michele propone giacche a girocollo per “lei” e per “lui”, lasciandosi ispirare dalle mode che travolsero i guardaroba tra gli anni ‘60 e ’70. È poi con l'arrivo dei due decenni a seguire, uno massimalista e uno minimalista, che le giacche tradizionali sono tornate più forti che mai, mettendo da parte il design smussato.
Che sia lunga o corta, che sia attillata o morbida, che sia rinforzata sulle spalle o meno, averne una in guardaroba è scelta intelligente. Alla fine, si sa, la moda è ciclica. E la chicness di Lady Diana e Jackie Kennedy Onassis non passa mai. Oggi, però, meglio abbinarla a leggings, jeans e pantaloni da ciclista. Obiettivo: sdrammatizzare l'insieme.
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